L'Universo in Regressione
Non credo nella teoria della creazione dell'universo basata su teorie esotiche prive di un solido modello matematico in grado di supportare spiegazioni sia in contesti di giustificazione che di validazione, ad esempio:
a) la cosiddetta teoria del Big Bang;
b) la teoria delle fluttuazioni quantistiche.
Per superare i contesti analitici e di validazione relativi alla teoria del Big Bang, è stato necessario aggiungere alcuni elementi sovrapposti per colmare le lacune nel contesto di giustificazione che rattoppavano la concezione originale, la quale mostrava incoerenza con le ipotesi teoriche.
Queste appendici sono state abilmente sviluppate solo nella fase di modellizzazione speculativa per la validazione del contesto esplicativo.
Così sono emersi elementi esotici come:
a) la creazione di un'entità extrafisica quasi trascendentale chiamata materia oscura, invisibile, incommensurabile e non rilevabile;
b) la creazione di un'altra entità extrafisica, l'energia oscura, al solo scopo di giustificare il modello teorico dell'universo derivante dalla premessa legata all'ipotesi del modello noto come Big Bang.
Considerando che la teoria egemonica nota come Big Bang non è stata convalidata nel contesto dell'osservazione scientifica, nemmeno alla prima analisi delle immagini mostrate dal telescopio spaziale James Webb, dove ci si aspettava una convalida nell'ambito della speculazione teorica sul Big Bang, secondo la quale non si sarebbero formate stelle né si sarebbero trovate galassie nello spazio-tempo di circa tredici miliardi di anni dell'universo, o poco più.
Poiché non tutte le ipotesi preliminari sulla teoria del Big Bang sono state dimostrate, sebbene io non creda epistemologicamente in un principio tautologico all'interno di uno schema basato sulla regressione infinita, le cui premesse sono ad hoc e di natura puramente metodologica deduttiva.
Una simulazione derivata dall'ipotesi del Big Bang ci porta alla premessa preliminarmente discussa sulla questione della durata dell'universo.
L'universo osservabile, nel corso della sua creazione, è contenuto entro un orizzonte di novantatré miliardi di anni luce. Questa è la soglia dell'universo consentita dal contesto dell'osservazione, della sperimentazione e dell'analisi.
Detto questo, resta da concludere, dal punto di vista teorico, che nessuna stella avrebbe accumulato energia sufficiente per sopravvivere per più di cinque o dieci miliardi di anni.
La conclusione, in ambito teorico, è che tutte le nuove stelle formatesi si siano sviluppate entro i cinque miliardi di anni successivi all'inizio dell'universo, datato dal Big Bang. In altre parole, il momento della creazione e dell'evoluzione dell'universo si è concluso a causa dell'esaurimento del potenziale iniziale e delle condizioni iniziali poco più di quattro miliardi di anni fa, ovvero l'età delle stelle più recenti.
Osservando il passato dell'universo, possiamo concludere che le stelle più antiche siano morte o collassate in stelle di neutroni o buchi neri; potrebbero anche morire trasformandosi in giganti rosse.
Stiamo osservando un universo che un tempo esisteva e poi è scomparso, lasciando solo il nostro vicinato cosmico di poche centinaia o poche migliaia di anni luce.
L'universo potrebbe essere collassato oltre il nostro sistema solare, e presto saremo noi a precipitare nell'assoluta distesa ghiacciata, priva di vita e di attività chimica e fisica.
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