Quattro ebrei
Il potere del concetto di colpa introdotto da quattro ebrei di spicco: Einstein, Gesù, Freud e Marx. Quattro pensatori che hanno introdotto una matrice di pensiero nell'umanità in modo perenne, in un contesto in cui i media ebraici hanno esteso il loro potere di persuasione e censura attraverso mezzi di comunicazione diretti e indiretti, enfatizzando le loro argomentazioni principali e mantenendole radicate nell'inconscio collettivo nonostante tutti i progressi nelle scienze sociali e matematiche.
Ci si chiede perché ogni annuncio di nuove frontiere di scoperte scientifiche in fisica e astrofisica inizi sempre con la frase: "Einstein aveva ragione"; hanno trasformato la narrazione secondo cui egli era meno un astrologo e più un astrologo, anticipando ogni nuova scoperta scientifica – contrariamente all'etica introdotta da Karl Popper nella metodologia della confutabilità, sembra esserci la speranza di poter sempre confermare piuttosto che confutare o smentire i concetti e le teorie di Einstein – nella convinzione che la scienza progredisca se le innovazioni superano le conoscenze precedenti.
Il limite della sperimentazione scientifica è la costruzione di un contesto sperimentale in cui il contesto di verifica dei fatti sia teleologico e prevedibile; la ricerca scientifica è predittiva, per principio metodologico, e orientata verso un singolo risultato nella specifica ricerca di una risposta a un'ipotesi specifica, particolarmente controversa e proposta: la ricerca di un virus non porterà mai al ritrovamento di un cammello, perché il contesto di ricerca non prevede una telecamera per catturare o individuare un cammello; questi sono contesti caratterizzati da apparati ambientali e strumentali differenti e divergenti: questa è la cosiddetta strumentazione scientifica.
Cosa significa la sfida scientifica di non tentare mai di negare le affermazioni di Einstein – anche a costo di compromettere il futuro della fisica, rimanendo sempre asservita alle sue idee – se le ipotesi scientifiche vengono elaborate e costruite nel tentativo di confermarle e non di confutarle?
L'umanità sarà per sempre debitore di tutto ciò che sa all'ebreo, il dio della fisica, senza essere in grado di confutare le sue idee infallibili? Dove saremmo oggi se a New York i cavalli trasportassero ancora persone e merci? Quale gruppo segreto è più interessato all'invulnerabilità e all'inviolabilità scientifica di Einstein che a infrangere il vecchio paradigma scientifico, il che ci permetterebbe di liberarci dal passato per creare il moderno, capace di superare la velocità della luce, i limiti del tempo e la nanotecnologia quantistica?
Non si tratta più di un modello epistemologico e di una metodologia scientifica; è una lotta per l'egemonia politica attraverso il dominio e la manipolazione del discorso, nella tipica guerra di opinioni gramsciana.
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